OPUS DEI: LA SANTA SETTA

77047b9c9bbc07cad35329d7fc329abd.jpgDi Telespalla Chiara

Avete mai sentito parlare di Opus Dei? Probabilmente no, o comunque poco, perché la Chiesa fa pochissima pubblicità a questa prelatura, che sarebbe meglio definire setta. L’Opus Dei viene fondato nel 1928 in Spagna da Josemaría Escrivá (fatto Santo da Giovanni Paolo II nel 2002) Attualmente è l’unica prelatura personale riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, con milioni di fedeli, detti numerari, in tutto il Mondo. L’operato di questa “setta” autorizzata non è affatto chiaro, ma gli aderenti all’Opus Dei sono  tanti e hanno tanti soldi e tanto potere. Ho iniziato a capirci qualcosa leggendo il libro “OPUS DEI SEGRETA” di Ferruccio Pinotti . In questo libro, il cronista ha incontrato ex membri che, una volta usciti dall’Opera, cercano di ricostruirsi una vita. Nella maggior parte dei casi si entra nell’Opera da adolescenti, verso 14/15 anni. I ragazzi già membri dell’Opus Dei hanno come compito quello di “adescare” il maggior numero di ragazzini, invitandoli a seminari, nei loro circoli, in brevi gite alla scoperta del Signore. All’inizio, questi adolescenti, vivono la cosa in modo divertente, sono convinti di sentire una sorta di vocazione, vivono la spiritualità della cosa. Poi arriva un bel giorno, a 16 anni compiuti, in cui i responsabili ti dicono che sei pronto per entrare nell’Opera e puoi fare domanda di ammissione. Se accettano la domanda (quasi sempre si) inizia il calvario: i ragazzini entrano a vivere nelle residenze dell’Opus (che sono molte, ma tutte ben nascoste), vanno nelle scuole dell’Opus, frequentano i centri ricreativi dell’Opus! Insomma, diventi proprietà opussiana nel vero senso della parola: ogni tuo avere andrà a loro, compresi i soldi di un eventuale stipendio (perché non tutti i numerari lavorano, ma comunque solo dove il titolare è membro dell’Opus Dei). Già questo basterebbe per capire che si tratta di pura follia, e invece c’è di più: una specie di protocollo comportamentale del numerario, che lo obbliga a svegliarsi alle 6.00, recitare il Serviam, baciare il pavimento e farsi una doccia gelata. Devono praticare la mortificazione corporale (dandosi frustate sul copro) e devono portare  2 ore al giorno il cilicio (una specie di fascia metallica con spunzoni che si conficcano nella pelle) sulla coscia. Naturalmente è obbligatoria l’astinenza dal sesso e non puoi leggere i libri vietati dall’Opus che ha stilato una vera e propria lista di testi tabù (praticamente tutti, dai romanzi ai testi universitari, da Eco a Garcia Marquez, dalla Fallaci a Bobbio).

Come se non bastasse, i numerari vivono costantemente una forte pressione psicologica dai loro superiori. Per prima cosa devono raccontare tutto (ma proprio tutto) alla Direttrice del centro (di solito sono donne) che è anche colei che organizza minuziosamente la giornata del numerario. Questi ragazzi vengono sottoposti a sedute massacranti, dove ti viene ripetuto che sei lì perché Dio ti ha chiamato e se te ne vuoi andare rifiuti la sua chiamata e sei una delusione, una nullità. Nella residenza, durante il poco tempo libero, possono parlare solo di Dio. Sono banditi argomenti tipo politica, attualità, filosofia, arte, o qualsiasi altro che faccia pensare al mondo fuori dall’Opera. Naturalmente, in tutto questo giochino, le famiglie vengono allontanate e i ragazzi, che nel frattempo sono diventati 25enni, restano da soli. Sono moltissimi i casi di malattie psichiche e di disturbi dell’alimentazione, che o vengono completamente ignorati (dicendoti che il Signore ti sta mettendo alla prova) oppure curati con kg di psicofarmaci. Ovviamente in queste persone cresce il senso di colpa, l’ansia, la paura, la debolezza…e così aumentano i casi di suicidio. Le persone intervistate da Pinotti sono tutte uscite dalla “setta”, ma con moltissime difficoltà. Alcuni sono rimasti senza famiglia, moltissimi senza lavoro e quasi tutti con una forte instabilità emotiva, con una vita da rifare e con tanti segni lasciati dall’opera opussiana.

Se provate ad andare a Roma, dov’è la sede dell’Opus Dei, non la troverete molto facilmente, perché fuori non c’è una targa, una scritta, un campanello; nulla! Stessa cosa per i centri ricreativi, per le residenze o per le scuole. Se provate a chiedere una lista di appartenenti all’Opera, non avrete nessuna risposta, non è divulgabile. Insomma, tutto è all’oscuro…e poi uno non dovrebbe farsi domande o avere dubbi sul loro operato?!? Non provo neanche ad entrare nel merito degli intrighi tra Opus, potere e denaro; sono cose così oscure e grandi che non mi rendo neanche conto della loro portata (per esempio la morte di Calvi). Questa dell’Opus Dei si aggiunge alla lista dei segreti del Vaticano, che neanche si degna di fare comunicazioni in merito al suo operato, semplicemente tace…ha parlato solo per fare santo Escrivá.

Se volete approfondire l’argomento, vi consiglio il libro di Pinotti, citato all’inizio, e un paio di siti: www.opuslibros.org    www.odan.org    www.prevensectes.com  (notate siti in Italiano???!!!)

 

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OPUS DEI: LA SANTA SETTAultima modifica: 2008-05-12T22:36:27+02:00da homerjsimpson80
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