I CONTINUI INGANNI DELLE AZIENDE FARMACEUTICHE – QUALCHE CONSIDERAZIONE

c1a5c27309d9527275fc646d84f50446.jpg Sono rimasto sorpreso di una cosa guardando la rassegna stampa di venerdi 11 gennaio. Mentre il conduttore sfogliava i vari quotidiani pieni delle solite notizie vuote (Padoa Schioppa che si abbatte come una scure sulle tasche degli italiani, le nuove impronte digitali del delitto di Perugia e le gli ultimi deliri del terzetto Giuliano Ferrara, Sandro Bondi e Papa Ratzinger sull’aborto…..) c’è una notizia che attira la mia attenzione….Sulla Stampa c’è un’inchiesta di Marco Nierotti dal titolo “Il grande inganno dei farmaci scaduti”. Un’inchiesta contro le multinazionali farmaceutiche su un quotidiano italiano??? Stento a crederci…..

Superato lo stupore iniziale comincio a leggere l’articolo e trovo un paio di spunti interessanti che andrebbero condivisi con la popolazione sempre più oggetto di campagne mediatiche incentrate sul mercato più redditizio del mondo, come lo ha definito Marco Travaglio, quello della paura. Esemplare è a riguardo il caso dell’influenza aviaria, con George W Bush che semina il panico nella popolazione per permettere alla multinazionale Roche di vendere il farmaco “Tamiflu” sviluppato da un’industria, la Gilead che 10 anni fa ha ceduto alla Roche i diritti in esclusiva per il marketing e la vendita del Tamiflu. E chi è il Chariman della Gilead nel 1997? Ma il segretario della difesa Ronald Rumsfeld  (http://www.gilead.com/wt/sec/pr_933190157/).

Ma veniamo ai punti salienti dell’ìnchiesta di Nierotti:

“Il gioco delle dosi”

Questo è il tasto più dolente. Ferma restando la pigrizia del malato, sono curiose le scelte delle imprese. Certi antinfiammatori dovrebbero avere effetto in pochi giorni, ma il quantitativo è buono per un mese. Gli antibiotici servono per una settimana e ogni confezione ne ha a volte per due o tre giorni. È mercato allo stato puro. Se per tua fortuna non ne hai bisogno, lo butti e io ho guadagnato. Se per tua sfortuna ne hai ancora bisogno, ne compri a gruppi di tre per volta.

La scadenza vera”
Non può una medicina fare il suo lavoro fino all’11 gennaio e non far più niente il 12. In genere si va per mesi. Gli studi più approfonditi li hanno fatti i militari, che gestiscono stoccaggi che possono essere buttati a tonnellate, se per fortuna non ci sono interventi in terre pericolose. Questi lavori portano a una «capacità» del prodotto che può arrivare da due fino a 10 anni dopo la scadenza. Rimane il discorso rischio. Nel caso di un esercito sono loro a somministrarlo, nel caso di un privato è lui che l’ha assunto a suo personale pericolo e non ha titoli per rifarsi dopo essersi affidato al buon senso.

Come al solito siamo vittime designate di un sistema che consente alle multinazionali farmaceutiche di continuare a speculare sulla salute dei cittadini. Su questo nessuna sorpresa, c’era da immaginarselo. Ma sul come mai nessun organo istituzionale volto a controllare questa delicato mercato e a cercare di trovare soluzioni per garantire il diritto alla salute della popolazione non possa muovere un dito nel cercare di fermare questo cartello mafioso formato dalle aziende è qualcosa che ancora una volta ci dimostra l’inefficacia (anche se il dubbio è quello che non si tratti di inefficacia involontaria) della nostra classe dirigente.

Sono anni che sentiamo parlare di regali e sponsorizzazione di farmaci presso i medici (che partecipano a convegni in strutture a 7 stelle, ricevono regali da migliaia di euro per “consigliare” ai propri pazienti quale farmaco fa al loro caso), di come le aziende utilizzino strumenti promozionali sempre più aggressivi.

Da Repubblica del 08 gennaio 08: “Fra i mezzi di pressione più usati: visite dei rappresentanti farmaceutici, campioni omaggio di farmaci, regali, inviti ai congressi. Ma nel bouquet del dirigente di marketing non mancano i finanziamenti alle società scientifiche (che raccolgono tutti gli specialisti di una disciplina), l´accordo con i medici affinché conducano nuovi esperimenti su un farmaco per allargarne il raggio di prescrizione o l´acquisto di pubblicità sulle riviste di settore. Si arriva così all´assurdo: per pubblicizzare un farmaco si spende il doppio di quanto non costi produrlo e testarlo.”

Un dato su tutti: Le industrie farmaceutiche statunitensi nel 2004 hanno speso 57,5 miliardi di dollari per la promozione dei loro medicinali, contro i 31,5 miliardi spesi per ricerca e sviluppo di nuovi prodotti”.

E poi i farmacisti scendono in piazza per protestare contro uno dei rari tentativi di liberalizzazioni ottenute da Bersani che consente, per i c.d. “farmaci” da banco, la libera vendita nella grande distribuzione??? Vogliamo ancora credere alle favole del farmacista o del medico che continuano a prescrivere / consigliare i farmaci di marca anziché, come obbligatorio per legge, indurre il consumatore ad acquistare il corrispettivo generico???

Insomma anche su questo argomento è il momento di aprire gli occhi!! Ora scappo: devo recarmi in una struttura ospedaliera per vaccinarmi contro l’epidemia di meningite!!!!

I CONTINUI INGANNI DELLE AZIENDE FARMACEUTICHE – QUALCHE CONSIDERAZIONEultima modifica: 2008-01-12T14:42:00+01:00da homerjsimpson80
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