LA COMPETITIVITA’ DELLE AZIENDE IN ITALIA – DI CHI LE COLPE???

8c4c6c6d8faa9d23abd148134ba18d5a.jpgIl post di oggi affronta un tema al quale sono molto affezionato: la competitività delle imprese italiane. Quante volte sentiamo questa parola? Competitività!!! I nostri politici si riempiono la bocca, gli imprenditori ne parlano ai loro convegni (molti di loro non sanno nemmeno di cosa parlano), i piccoli imprenditori ne parlano impauriti lamentandosi del fatto che non siamo “competitivi”. Ma quali sono i principali problemi sollevati da queste categorie per spiegare che ormai non siamo più la 7/8 potenza industriale del mondo (visitate il sito del World Economic Forum a http://www.gcr.weforum.org) ma siamo arrivati in 46° posizione? Beh naturalmente perché, “improvvisamente” la cina ha iniziato a crescere ed a farci concorrenza sleale, perché le aziende all’estero pagano meno tasse, perché gli stipendi sono troppo alti (no comment!), e via delirando.

Che in Italia ci siano centinaia di imprenditori (grandi e piccoli) illuminati, con grandi capacità, che sono riusciti ad emergere ed a competere brillantemente nei mercati è semplicemente un dato di fatto. Ma come in tutti gli argomenti che si affrontano non si può obiettare (come avviene spesso nei coltissimi salotti della tv durante dibattiti “infuocati”) che un problema non esiste elencando il caso di una o due eccezioni.

Purtroppo alla base di questo problema vi è una scarsa qualità della nostra classe imprenditoriale che si caratterizza per l’assoluta mancanza di capacità manageriali. Essi credono che gestire l’azienda sia risparmiare sui costi del lavoro (sennò come competo con la cina??), sopravvivono grazie alla concessione fin troppo benevola di finanziamenti da parte delle banche (finchè queste ultime hanno ancora qualcosa da guadagnarci), si sentono costretti a delocalizzare la produzione, hanno l’obbligo di comprare la Ferrari ai loro figlioletti di 18 anni…….

Sto forse esagerando? Spero di si ma purtroppo credo proprio di no….. Conosco aziende che producono prodotti eccellenti ed esportano all’estero gran parte della loro produzione che hanno all’interno manager che non sanno utilizzare un pc, non sono capaci di guardare al di là del proprio naso e che non investono un solo euro in più in “Innovazione” ed in “formazione”. Ecco le altre due parole magiche. Andiamo ad analizzarle:

1)       Innovazione: cioè puntare sulle nuove tecnologie (naturalmente coerentemente con la propria attività) in primo luogo il web; innovare vuol dire cambiare l’organizzazione dell’azienda: renderla più snella e più fluida a seconda delle esigenze; vuol dire essere in grado di capire i fenomeni che ci circondano ed anticiparli; vuol dire essere in grado di guardare più in là del “fine anno”…..

2)       Formazione: altra parola chiave. Come si fa ad innovare e ad essere competitivi nei mercati se non abbiamo le persone giuste al posto giusto? Eppure le nostre care aziende continuano a proporre stage lunghissimi (non retribuiti) e contratti che non incentivano i giovani alla crescita (naturalmente i giovani più brillanti vanno all’estero o a lavorare in multinazionali), non organizzano percorsi di crescita interna preferendo spesso affidarsi alla routine (quante volte in azienda ci sono persone che ricoprono ruoli a volte anche importanti che organizzano il proprio lavoro in una certa maniera semplicemente perché hanno sempre fatto cosi?) oppure a fantomatici consulenti esterni stra-pagati che propinano consigli banali e molto spesso non idonei a risolvere i problemi delle aziende.  Non sarebbe meglio fare crescere i nostri giovani laureati incentivandoli a rimanere in azienda? No certo che no! Non è economicamente vantaggioso pagare 1300 euro mensili ad un giovane desideroso di crescere…..vuoi mettere i vantaggi di comprare le consulenze esternamente??? con solo 30000 euro abbiamo a disposizione 10 pagine in word che ci risolvono tutti i nostri problemi……e se anche cosi fosse non abbiamo poi all’interno della struttura persone in grado di mandare avanti tali progetti cosi profumatamente pagati.

Questi sono secondo me i problemi che andrebbero affrontati dalla aziende facendo capire loro che investire in ricerca e in persone è l’unica strada per competere ed essere in grado di fronteggiare dei mercati che sempre più si stanno globalizzando (altra parola troppo spesso usata impropriamente).

E’ colpa del governo? Anche! Delle università che non “producono” più cervelli brillanti in maniera costante? Anche questo! Ma non dobbiamo nasconderci sempre dietro le lamentele (sport nel quale siamo sicuramente i primi al mondo). I veri imprenditori sanno che le chiacchiere stanno a zero e se non si è grado di fronteggiare i mercati la colpa è esclusivamente la propria. Chi ha orecchi per sentire lo faccia!

LA COMPETITIVITA’ DELLE AZIENDE IN ITALIA – DI CHI LE COLPE???ultima modifica: 2008-01-09T17:32:42+01:00da homerjsimpson80
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